Nel girone di Silvio e Francesca

Della toccante storia di Silvio e Francesca, sbocciata in un infernale girone di lussuriose frequentazioni, resta – per i lettori di Dante più che per quelli di Chi – qualcosa da capire.

Non mi riferisco al trasporto di Francesca per Silvio, di cui è difficile dubitare. Papi girl della prima ora nonché fondatrice del comitato “Silvio ci manchi”, Francesca Pascale, fin dai primi passi nella bolgia berlusconiana, ha fatto intendere di essere mossa dalla passione più che dall’interesse.

Ha lottato per Silvio, lo ha difeso anche quando era indifendibile, e cioè sempre. Ostinatamente. Ricevendone in cambio magre gratifiche: una solenne trombatura alle municipali di Napoli del 2006, il modesto compenso di consigliera assenteista della provincia di Napoli dal 2009, infine un sobrio appartamento a Roma, con palestra e piscina.

In questa traversata in un deserto di capacità, da Telecafone ai cafoneschi ritrovi ad Arcore, in questa lunga marcia di avvicinamento a Berlusconi, il suo amore non ha vacillato. E’ rimasto chiaro, come la faccia illuminata del fenomeno lunare che ci ammalia: il fidanzamento di Silvio e Francesca.

Un po’ più arduo, purtroppo, è decifrare – di questo amoroso amplesso a due facce – il lato oscuro. “Amor, ch’a nullo amato amar perdona”, scrisse Dante, in un verso immortale. Ovvero, tradotto in un prosaico linguaggio adatto a noi: “L’Amore, che obbliga chi è amato ad amare a sua volta”.

Ma sarà vero anche oggi? Sarà vero anche ad Arcore? Viviamo in un’epoca sciagurata. E tra le più sciagurate ostentazioni dei nostri giorni non c’è forse l’oscura passione di Silvio per Francesca?

Ai lettori di Dante, se non a quelli di Chi, non dovrebbe far difetto la memoria. E assistiti dalla memoria, dovremmo ormai sapere che quello di Silvio è un cuore “a orologeria”: trasuda buoni sentimenti nell’imminenza di ogni appuntamento elettorale.

Dal 1994, anno della prima discesa in campo con l’appello all’”Italia, il paese che amo”, fino alle regionali del 2010, precedute dalla pubblicazione dello straziante libro “L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”, non c’è stata elezione – nell’ultimo ventennio – che non sia stata annunciata dalle rimbombanti effusioni del cuore di Silvio.

L’ora dell’amore a orologeria è adesso di nuovo scoccata ed è toccato a Francesca finire nell’ingranaggio.

In questa “follia” d’amore, si avverte dunque un ticchettare minaccioso, metodico e calcolatore. E’ il battito regolare non di un cuore umano, ma di un meccanismo – che si ripete inesorabile al ritmo delle 48 leggi del potere, descritte in un libro geniale da Robert Greene. Ne ho già parlato in un altro post a cui rinvio. Alle sette regole, che allora citavo, bisognerà ora aggiungerne altre sei, adatte al diverso contesto: quello della sceneggiata di Silvio e Francesca. Eccole dunque, riprese dall’indice del libro di Greene.

Legge 5: Difendete strenuamente la vostra reputazione

“La reputazione di un individuo è il pilastro del suo potere personale. (…) Giocarsela rende vulnerabili e attaccabili da più parti. Bisogna rendere inattaccabile la propria reputazione, rimanere all’erta e neutralizzare le minacce potenziali prima che si manifestino. Nel frattempo occorre studiare come annientare i nemici mettendo in discussione la loro immagine e poi farsi da parte, lasciando che sia l’opinione pubblica a screditarli.”

Legge 21: Fingetevi sciocchi per mettere nel sacco gli ingenui. Giocate la parte del finto tonto

“A nessuno piace sembrare più sciocco degli altri. Fingetevi ingenui per mettere nel sacco i veri ingenui. Giocate il ruolo del finto tonto permettendo agli interlocutori di confidare nella propria sagacia; convinti di questo, non comprenderanno il vostro vero scopo.”

Legge 25: Ricreate la vostra immagine

“Non bisogna subire il ruolo che la società tende ad attribuire. Ricreare una nuova identità significa ricostruire se stessi, una persona capace di accentrare l’attenzione e che non annoia mai l’interlocutore. Siate padroni della vostra immagine piuttosto che lasciare che siano gli altri a definire i vostri spazi. Questo richiede che nei gesti e nelle scelte pubbliche vengano adottati accorgimenti plateali: il potere personale ne trarrà enfasi e la vostra personalità si manifesterà nella sua interezza.”

Legge 32: Solleticate la fantasia degli altri

“Spesso si cerca di sfuggire alla realtà perché è squallida e spiacevole. Non appellatevi mai alla verità o alla realtà a meno che non siate disposti ad affrontare l’ira scatenata dal disincanto. La vita è così dura e deludente che coloro che sono capaci di creare sogni e illusioni sono come oasi nel deserto: attraggono gente da ogni dove. Grande potere deriva dalla capacità di solleticare la fantasia delle masse.”

Legge 37: Create spettacoli avvincenti

“Forte immaginazione e grandi gesti simbolici creano un’aura di potere cui nessuno è in grado di resistere. Inscenate, per chi vi circonda, spettacoli ricchi di stimoli visivi e di simboli suggestivi che conferiscano enfasi alla vostra presenza. Abbagliato dalle apparenze, nessuno noterà ciò che state veramente facendo.”

Legge 38: Pensate come volete, ma comportatevi come gli altri

“Se ostentiamo il nostro anticonformismo, facendo sfoggio di idee non convenzionali e di comportamenti poco ortodossi, gli altri penseranno che stiamo soltanto cercando di attrarre la loro attenzione e che pecchiamo di superbia, e troveranno il modo di farcela pagare per averli fatti sentire inferiori. E’ opportuno condividere l’eccentricità solo con gli amici più tolleranti e con coloro che sono in grado, senza alcun dubbio, di apprezzare la nostra singolarità.”

Spiace per Francesca, “anima affannata” (Inferno, canto V). Finita nel diabolico marchingegno, discesa nell’infernale girone, “nulla speranza” la conforta mai – come ci assicura Dante, il divin poeta. Neppure l’essere approdata a quel materiale agio toccato a molte altre donne,  “basciate da cotanto amante”: Silvio Berlusconi.

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7 commenti su “Nel girone di Silvio e Francesca

  1. Fab ha detto:

    Ma mi scusi Dott. Bertoncello lei da fine intellettuale qual’è fa dei ragionamenti elaborati per spiegare delle cose che sono invece terrra terra!!!!

    Ancora con sta storia di Robert Greene ??Ma quale Robert Greene e Robert Greene??

    ( già ho fatto un post sull’argomento!! )

    Le ricordo che il Buffone di Arcore alla ex sua moglie ( Veronica Lario ) le ha fatto corna su corna della peggiore specie molto prima di entrare in politica, poco prima e durante !!

    E’ una roba strarisaputa!!

    Si figuri che quando lavoravo a Roma ( 2000 ) in un attico di un prestigioso quartiere viveva un’attrice giovane e prosperosa (FD ) e tutti sapevano che era un regalo del Buffone Assatanato di Arcore!!

    Fra le altre cose, tempo fa, sono usciti degli stralci di una telefonata fra lui e del suo viscido compare Dell’Utri risalenti al 1987 in cui il Buffone Assatanato si lamentava che due ragazze di Drive In gli avevano dato il bidone per … ( non per fare chiacchiere da catechismo!!!! ) e quindi lui concludeva che ciò portava sfortuna: ” chi non scopa inizio dell’anno…”

    Di seguito l’articolo:

    http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/ddl-sicurezza-6/ddl-sicurezza-6/ddl-sicurezza-6.html

    E stiamo parlando di uno che già aveva 4 figli, due dalla prima moglie e due piccolissimi dalla seconda moglie che allora non aveva ancora sposato!!

    Già allora uno squallido marito, figurarsi fare il padre buono degli italiani!!

    Comunque, da questo punto di vista ( come da tanti altri ) è stato sempre uno squilibrato!!

    Infatti anche dalla prima moglie divorziò sempre perchè sex addicted!!

    (il link lo riporto nel prossimo post perchè altrimenti poi ci sono problemi !! )

    Il problema è invece ben altro e cioè che in Italia un personaggio del genere, che definirlo un povero clown assatanato è un complimento, ha avuto enorme successo e la gente lo invidiava!!

    Cordiali saluti.

    Fab

  2. Fab ha detto:

    Per quanto riguarda:

    1) “E stiamo parlando di uno che già aveva 4 figli, due dalla prima moglie e due piccolissimi dalla seconda moglie che allora non aveva ancora sposato!!”

    Per eventuale verifica date:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Silvio_Berlusconi

  3. Fab ha detto:

    2) Per quanto riguarda:

    “Infatti anche dalla prima moglie divorziò sempre perchè sex addicted!!”

    Ma è Vallinotto che ha il ricordo più stupefacente. Incrocia una prima volta Silvio Berlusconi a Milano, nel 1976. Lui è un collaboratore fisso dell’Espresso, quello è il costruttore di
    Milano 2. Ha appena 22 anni, ma è già un fotografo di moda affermato: “Alcune modelle mi parlano di questo imprenditore che fa delle feste animate, invita molte ragazze e ad alcune mette addirittura a disposizione degli appartamenti a Milano 2”. Mentre mi racconta questo particolare, ovviamente, rimango per un attimo di stucco e Vallinotto sorride: “No, no, ha capito bene: non è che mi sono confuso con il Bunga Bunga. È proprio quello che mi dissero di lui, nel lontano 1976, delle fanciulle che oggi definirei cloni della Carfagna. Ovvio che mi incuriosissi, no?”………..

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/30/quella-fotografiache-ha-messo-b-nei-guai/108046/

    • Fab,

      la ringrazio per i precisi riferimenti di cronaca. Ma il mio punto non è la sex addiction o satiriasi di Silvio, nota a molti da decenni – e a tutti gli italiani da ormai qualche anno.

      Il punto del mio articolo è il fidanzamento come nuova articolazione di un raccontarsi del potere – story telling, dicono gli specialisti – antico ma ogni volta diverso, ogni volta ingannevole.

      E’ la storia del “Silvio che ama”: ama l’Italia (1994), ama mamma Rosa e le piante del suo giardino di Arcore (2001), ama nonostante l’odio dell’attentatore (2010), ama come un normale innamorato la sua fidanzata (2012).

      A volte mi faccio prendere dallo scrivere per il piacere di scrivere. L’ironia mi prende la mano, mi diverte. E mi rendo conto di non esprimermi nella maniera più chiara e diretta.

      Spero che ora il mio articolo sia un po’ più comprensibile. Lo story telling del potere fa ricorso a tecniche di persuasione efficaci. Robert Greene, tra gli altri, ci può aiutare a smascherarle. Non lo disprezzi.

      Cordiali saluti, e buone feste.

      Giuseppe B.

  4. Fab ha detto:

    Buongiorno Dott. Bertoncello,

    la ringrazio molto della pronta e attenta risposta!!

    Non disprezzo Robert Greene che anzi ritengo un ottimo autore e analista e per quanto riguarda la sua analisi le ho già detto che da fine intellettuale fa ragionamenti elaborati ma ripeto in questo caso a mio modesto parere non sono calzanti!!

    E le spiego un altro motivo per il quale la penso così!!

    Pure i mafiosi dongiovanni stavano ufficialmente assieme alla moglie ma più per dare una parvenza di regolarità che per un discorso di potere vero e proprio!!

    Insomma mentalità piccolo borghese di mantenere ad ogni costo una facciata di decoro!!

    Ma poi scusi, ripeto il punto è un altro secondo me ed è che una parte degli italiani invidiavano questi comportamenti cialtroneschi da assatanato nel senso che se pure loro avessero avuto i soldi per farsi le amanti in quantità industriali pure loro lo avrebbero fatto!!!!!!

    Per quanto riguarda invece la parte del suo elettorato femminile ho sentito commenti tipo:

    ” e va bè ma il maschio è cacciatore, si sa!!”, “avrà avuto tutte le amanti del mondo ma a sua moglie e ai suoi figli li ha fatti vivere nel lusso e ha creato un sacco di posti di lavoro”

    “magari fossi la moglie di berlusconi, con la bella vita che mi avrebbe fatto fare, le corna mi sarebbero subito passete” e via dicendo……!!

    Insomma una mentalità gretta da terzo mondo!!!!

    Lei ovviamente che è upper class sti commenti del popolino non li avrà mai sentiti ma le assicuro che sono pura verità!!!!

    Cordiali saluti e buone feste anche a lei e alla sua famiglia!!

    Fab

  5. Fab ha detto:

    Dimenticavo!!

    Per quanto riguarda:

    “Pure i mafiosi dongiovanni stavano ufficialmente assieme alla moglie ma più per dare una parvenza di regolarità che per un discorso di potere vero e proprio!!

    Insomma mentalità piccolo borghese di mantenere ad ogni costo una facciata di decoro!”

    Ho fatto questo esempio perchè siccome si parla di potere, fra i mafiosi esiste a tale proposito il seguente detto:

    “Cummannari è megghiu ca futtiri” = “Comandare è meglio che fottere”

    A parte questo, per quanto riguarda discorso popolino, un detto del dialetto siciliano è:

    “Futti, futti ca Diu perdona a tutti” = ” Fotti, fotti che Dio perdona tutti”

    E in Sicilia il Buffone di Arcore fece il cappotto!! E si creò il momentum devastante a livello nazionale che durò fino a poco tempo fà!!

    E’ vero che ora c’è Crocetta che non è la panacea di tutti i mali ma in un paese normale ciò sarebbe avvenuto moooolto prima!!

    Pazienza, meglio essere nati in Italia che in postacci ancora peggiori in giro per il mondo!!

    E’ anche vero però che sarebbe stato bello nascere in Australia, Canada, ecc..!!

    Non si può avere tutto dalla vita!! Va bene così!!

    Nuovamente cordiali saluti e buone feste anche a lei e alla sua famiglia!!

    Fab

  6. […] svagato con storielle – stupide, magari – ma che destano l’attenzione. Ci ha raccontato della nuova fidanzata e dell’amore che, come al solito, sboccia in campagna elettorale; e ora impazza la sfida del […]

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