Remissività giustificata

Si temevano lanci di uova e ortaggi, come in analoghe occasioni del passato. Invece gli italiani hanno risposto con inconsueta remissività all’uscita della Nazionale dal mondiale di calcio. In molti si sono assiepati a guardarla in tv. Ma quando gli azzurri sono stati sbattuti fuori in malo modo, è parso che non gliene importasse niente a nessuno.

Peraltro, è la stessa impressione che gli italiani danno nel quotidiano impantanarsi in una palude di contrarietà. E cioè che hanno deciso di vivere in pace questo paio d’anni che gli resta prima della fine del mondo.


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Riciclaggio

silvio-berlusconi-croceSempre più spesso, Berlusconi usa per i suoi scopi di potere simboli e linguaggio della tradizione cattolica.

Se lo può fare è perché quella cattolica è una visione del mondo che in molti italiani è andata in pezzi. Un materiale di scarto che si presta a essere riciclato.


Ritorno allo stato di natura

I politici, si dice, sono tutti uguali.

Lasciamo così che si sbranino (o si accordino) prima tra loro, per assumere poi su di noi l’unico onere di accodarci scodinzolanti dietro al più feroce.

Appartenevamo a un’antica civiltà che, a suon di prediche sulle leggi di natura, sta regredendo allo stadio di primitiva.

L’indispensabile e il superfluo

berlusconi_mitraBerlusconi è spesso in vena di confidenze. Al primo ministro bulgaro ha ora confessato di sentirsi “indispensabile”. Si sarebbe tentati di sorridere di tanta grossolanità. Come si fa a non capire che aveva ragione De Gaulle, quando osservava, con amara ironia, che di uomini indispensabili sono pieni i cimiteri?

C’è in B. molta smania, boria, un infantile narcisismo tutto immerso in fantasie d’onnipotenza, che la democrazia è nata apposta per tenere a bada. Mezzo mondo – quello civile – ne sorride stupito. Ma possiamo accontentarci di uno scrollo di spalle noi, che viviamo in una democrazia sempre più malata? Continua a leggere