Filosofia della massa

Berlusconi_follaLa democrazia si nutre di conflitti regolati. Ai molti vantaggi unisce dunque anche qualche scomodità, sia per la presenza di conflitti che per la necessità di regole, da condividere e rispettare.

All’italiano medio, però, conflitti e regole risultano, più che scomodi, visceralmente insopportabili. Come diceva Ennio Flaiano, agli italiani piace correre in soccorso del vincitore. E godere di quel conforto che procura, in chi sia stato diseducato alla stima di sé,  l’appartenenza alla massa.

Certo, c’è da sottomettersi a un capo. Ma se si tratta di un tipo Continua a leggere

Turismo a Montecarlo

fini_tullianiSu questa vicenda del fratello della compagna di Fini che avrebbe occupato in modo sospetto un appartamento a Montecarlo, un tempo appartenuto ad An, tg e giornali berlusconiani non mollano la presa.

E fanno bene, è un vero scandalo!

Fini frequenta Berlusconi da due decenni, ma dà l’impressione di non avere ancora capito qual è l’uso che va fatto di parenti, portaborse, amanti, segretarie, lacchè e tirapiedi vari.

Un vero uomo di potere, che abbia la fortuna di vivere in Italia, coltiva una sua corte e con i sottopancia occupa i vertici dello Stato e dell’economia. Mica lascia che vadano a sprecare il loro tempo a Montecarlo, come dei turisti qualsiasi!


Complotti senza soluzione

complotti_poteri-fortiEstate di complotti. Vien da chiedersi come mai in Italia ce ne siano così tanti, dalle trame spesso inafferrabili.

E’ perché siamo un paese di società segrete.

Oddio! Diffusesi come?

Per la rinuncia a praticare la democrazia attraverso il libero confronto delle idee e il conflitto regolato degli interessi.

E chi ci avrebbe indotto a un sacrificio così gravoso?

I poteri forti.

Ovvero?

E che ne so! Siamo un paese di società segrete, no?!


Autodafé

Berlusconi minaccia elezioni anticipate. E tutto fa pensare che sarà implacabile: non lascerà né scelta né scampo.

Le elezioni, altrove, sono il momento più alto della democrazia, l’atto in cui si esprime la volontà popolare.

Ma nel regno di B., un “porcellum” dopo l’altro, si sono trasformate nel rogo purificatore che fa giustizia degli eretici denunciati dalle sue televisioni.


Deriva dei poli

Finiani, rutelliani, casiniani e autonomisti siciliani si sono accordati per astenersi sulla sfiducia al sottosegretario Giacomo Caliendo. La chiamano, con un giro di parole, “area di responsabilità istituzionale”, ma l’impressione è che sia l’inizio di una traslazione verso il costituirsi di un nuovo, terzo polo.

I perplessi si rassicurino. Siamo sempre e comunque alla deriva.