Un frullato di Frattini per Mr. Paxman

Dubito che vedremo mai Silvio Berlusconi intervistato da Mr. Paxman. Ed è un peccato. La comunicazione televisiva che piace al nostro premier è fatta di spot e messaggi preregistrati o letti al gobbo. C’è lui che inscena uno spettacolino e i sudditi che ascoltano tranquilli, lasciandosi cullare dalle sue promesse. A volte, per variare, c’è posto per qualche domanda. Ma si deve trattare di assist alla Pirlo, che gli consentano di brillare come centravanti di un’Italia campione del mondo. Ai pochi giornalisti che insistono con questioni vere tocca un trattamento da “comunisti” o da “malati di mente”. Continua a leggere

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Palinsesti da far paura

Sondaggi e ricerche rivelano che gli italiani hanno paura.

E non c’è da stupirsene. La loro finestra sul mondo mostra ogni giorno omicidi per futili motivi e suicidi inspiegabili; immigrati che stuprano e il clima impazzito; orde di slavi, nordafricani e cinesi che irrompono dai fragili confini.

Per uscire da una crisi così epocale non resta che la più radicale delle risposte: spegnere la tv e rilassarsi un po’.


Autodafé

Berlusconi minaccia elezioni anticipate. E tutto fa pensare che sarà implacabile: non lascerà né scelta né scampo.

Le elezioni, altrove, sono il momento più alto della democrazia, l’atto in cui si esprime la volontà popolare.

Ma nel regno di B., un “porcellum” dopo l’altro, si sono trasformate nel rogo purificatore che fa giustizia degli eretici denunciati dalle sue televisioni.


Il virus del dissenso

gianfranco_finiGianfranco Fini denuncia “l’illiberalità” del suo ormai ex-partito. Ma il Pdl risponde di averlo cacciato perché è un “virus”: piccolo, e dunque meschino; patogeno e parassitario; e, quel che è peggio, causa di contagio.

Per gli italiani sembra inevitabile, a questo punto, la convocazione di fronte agli schermi tv per una nuova, più vigorosa campagna di vaccinazioni di massa.