Fede nella mortalità

fine_mondoStretto tra il molesto, martellante, mortificante assalto mediatico del monocorde monopolista di Arcore e la conclusione, ormai imminente, del 13° b’ak’tun del calendario Maya, ho cercato consolazione in “Scienza e religione” – un libro di Bertrand Russell che mi è caro – là dove dice:

“Attendersi che una personalità sopravviva alla disintegrazione del cervello è come attendersi che un circolo di cricket sopravviva quando tutti i suoi membri sono morti.” Continua a leggere

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Remissività giustificata

Si temevano lanci di uova e ortaggi, come in analoghe occasioni del passato. Invece gli italiani hanno risposto con inconsueta remissività all’uscita della Nazionale dal mondiale di calcio. In molti si sono assiepati a guardarla in tv. Ma quando gli azzurri sono stati sbattuti fuori in malo modo, è parso che non gliene importasse niente a nessuno.

Peraltro, è la stessa impressione che gli italiani danno nel quotidiano impantanarsi in una palude di contrarietà. E cioè che hanno deciso di vivere in pace questo paio d’anni che gli resta prima della fine del mondo.