Il sogno infranto di Prestigiacomo, damigella delusa

prestigiacomo-sogniLa vita nel Pdl, fa capire l’ex-ministro Stefania Prestigiacomo, è diventata un inferno. “Sono sconcertata da tutto”, ha confidato, secondo quanto riferisce oggi la Repubblica. “Del sogno berlusconiano in questo partito non c’è più traccia. Siamo circondati da piccoli gruppi di potere che passano le giornate a litigare”.

Lo sfogo, nel suo apparente candore, mi ha ricordato la fiaba di Barbablù – un signore molto ricco ma molto brutto, che aveva la tremenda fama di far sparire le mogli. Un’ingenua damigella, per inseguire i propri sogni, accettò di sposarlo, ritrovandosi intrappolata nel suo castello e minacciata di morte. Continua a leggere

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Perché salvare il soldato Sallusti?

sallusti“Salvate il soldato Sallusti” è stato l’appello lanciato un paio di giorni fa, tra il serio e il faceto, da Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano. In un senso ben preciso, è un appello che condivido.

Non è che Alessandro Sallusti, ex-direttore di Libero e da ieri ex-direttore del Giornale dopo la condanna in via definitiva a 14 mesi di carcere per diffamazione, abbia buoni motivi per proclamarsi innocente o ergersi a vittima. Non li ha, né se si considera l’episodio in sé, né se si tiene conto, più in generale, dell’opera di disinformazione e di killeraggio a mezzo stampa, che è stata una specialità dei giornali da lui diretti in questi anni. Continua a leggere

Le irragionevoli regioni che ci meritiamo

er-batman-fioritoTrascuriamo, per un attimo, le ruberie. Franco Fiorito detto “Er Batman”, l’ex-capogruppo Pdl alla regione Lazio, guadagnava – secondo quanto da lui dichiarato ai magistrati – oltre 31 mila euro netti al mese: 8.100 euro di stipendio base, 4.190 di diaria, 3 mila per le spese del personale, 8 mila per la presidenza del gruppo regionale, 8 mila per la presidenza della commissione bilancio. Tutto questo nel rispetto della legge.

Fiorito non era certo il solo. Una recente inchiesta del Sole 24 Ore documenta come il costo medio, per il bilancio pubblico, dei 1.111 consiglieri regionali sia di 743 mila euro l’anno a testa – escludendo i costi del personale amministrativo di supporto. Continua a leggere

La missione della destra: azzerare le nullità

alemanno-polverini-formigoniSpiace dirlo, ma il tentativo dei rappresentanti dell’opposizione di risolvere la crisi alla Regione Lazio con le dimissioni, puntando quindi allo scioglimento del consiglio regionale, è un’inutile complicazione, come ci hanno fatto capire in queste ore alcuni autorevoli rappresentanti di quelle forze di centrodestra, che in Lazio sono al governo. Esistono infatti delle soluzioni più semplici.

La prima è aspettare. Il malanno di cui soffre la Regione Lazio – ha osservato quell’acuto diagnosta che risponde al nome di Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc – è “un disagio e malessere profondo”, che non consente di dare consigli alla presidente della Regione Polverini. Continua a leggere

L’operazione verità di Carlo De Romanis, l’Ulisse del Pdl

deromanisMentre il mondo attende con trepidazione che Silvio Berlusconi “sciolga la riserva” sulla sua ennesima, preannunciata “discesa in campo” come candidato premier del Pdl, è toccato a un suo nipotino politico – un certo Carlo De Romanis – aprire un inatteso squarcio di verità sulla sostanza umana, ancor prima che politica, al cuore del berlusconismo.

Del berlusconismo si sapeva e si sa che ha segnato una rivoluzione nel linguaggio della politica italiana, transitata dai triti giri di parole alle immagini levigate e suggestive, dai sudati e fumosi vertici di partito alle incipriate performance dei leader, dalle piattaforme programmatiche infarcite di ideologia e mezze verità alle suadenti promesse televisive alleggerite di ogni pensiero ma grondanti menzogna allo stato puro. Continua a leggere

Marchionne non c’è e Fornero non esiste

fiat-forneroNon si dica – come peraltro ha fatto il sociologo Luciano Gallino – che Elsa Fornero è un “ministro inesistente”. Fornero, in risposta alla decisione della Fiat di cancellare “Fabbrica Italia” – il megapiano di investimenti in Italia per 20 miliardi di euro – sostiene infatti di essersi mossa con tempestività, facendo chiaramente intendere – aggiungo io – chi è che comanda.

Ha preso il telefono e ha chiamato Sergio Marchionne. Come ha dichiarato ieri in un’intervista a Repubblica, al capo della Fiat voleva chiedere spiegazioni e fargli capire che, “sul caso Fiat il governo ha le idee molto chiare, e si sta impegnando in modo unitario e molto deciso”. Continua a leggere

L’euro e le sue conseguenze non volute

draghi1Ad appena dieci anni dalla sua entrata in circolazione, è diventato difficile parlare dell’euro. In questi tempi di crisi sarà un’ancora di salvezza o piuttosto una pietra al collo? Ci si dibatte nell’ambiguità.

Quanto sia acuto il disorientamento degli italiani emerge ad esempio dall’ultimo sondaggio della Demos di Ilvo Diamanti, secondo cui un 47% di noi considera la moneta unica una fonte di “complicazioni necessarie” per la costruzione europea, e un altro 39% la ritiene una “complicazione e basta”. L’ingenuo ottimismo di chi vede solo vantaggi si è dimezzato rispetto a un decennio fa ed è condiviso da neppure un italiano su otto. Continua a leggere