Servizio pubblico e giochi di maiali

Berlusconi-Santoro-ShowChe servizio ha reso “Servizio pubblico” di Santoro, ospitando Berlusconi giovedì scorso? E a chi?

Ha senza dubbio offerto spettacolo, intrattenimento e un’ampia visibilità a chi vi ha partecipato – Berlusconi e Santoro in testa. Ma è così che si fa servizio pubblico?

Dipende. Intrattenere non è cosa da disprezzare, tutt’altro. E si può intrattenere anche facendo informazione politica alla vigilia di elezioni. C’è tuttavia un pericolo e bisogna esserne consapevoli: più si intrattiene e più si rischia di non informare. I due obiettivi – intrattenere e informare – entrano facilmente in conflitto.

Un servizio pubblico dovrebbe saper mescolare i due ingredienti in un mix sapiente. Dovrebbe saper intrattenere, perché solo così si può coinvolgere il pubblico più ampio. E dovrebbe saper informare, perché solo così si serve il bene pubblico più prezioso: una vita politica democratica, orientata dalle scelte di cittadini consapevoli perché adeguatamente informati.

Quanto ha intrattenuto Santoro, giovedì scorso, con Berlusconi primattore? Tantissimo. Quanto ha informato? Quasi per niente.

Per l’ennesima volta è stato consentito a Berlusconi di trasformare il discorso politico in uno show dove le forme si alterano in un gioco di specchi deformanti, dove le luci si scompongono e ricompongono con fantasmagorici effetti, dove i contenuti sfumano in suggestivi illusionismi.

Sulla mancanza di una chiara informazione – in primo luogo sui tanti lati oscuri della sua vicenda imprenditoriale e politica – Berlusconi ha costruito i suoi successi nella vita pubblica.

Santoro ha avuto una possibilità rara. Con un Berlusconi politicamente in difficoltà, poteva imporre un mix che aggiungesse – al solito talk show – qualcosa di quei contenuti informativi da sempre mancanti. Penso che abbia fallito.

Abbiamo così fatto il pieno di intrattenimento – drogato ed elevato alla potenza dalla rara abilità, e dall’armonica fusione dei talenti di Silvio & Michele.

Era senza dubbio quello che Berlusconi voleva, e che un autentico “servizio pubblico” non avrebbe dovuto accettare. Berlusconi, dunque, ha vinto. Il servizio pubblico ha perso.

E Santoro? Non so. Non so dire da che parte stia.

Mi è molto più chiaro cosa dovrebbe essere un servizio pubblico. Penso, ad esempio, all’informazione politica che fa Jeremy Paxman alla Bbc. Ne ho già parlato, su questo blog, in un articolo di un anno e mezzo fa: Un frullato di Frattini per Mr. Paxman. Ci sono, in quell’articolo, un paio di spezzoni di interviste famose, con politici molto potenti: sono in inglese, ma l’atteggiamento di fondo è comprensibile anche da chi non capisca l’inglese.

Paxman affronta il politico marcando le distanze, andando a caccia delle informazioni, schierandosi risolutamente dalla parte del cittadino che vuole sapere, che vuole capire per poter fare scelte politiche avvedute.

Santoro, con Berlusconi, non l’ha fatto. Ha imbastito uno show. E – penso – ha sbagliato, tradendo la missione che il titolo affida al suo programma: Servizio pubblico.

Disse una volta quel grande creatore di aforismi che fu George Bernard Shaw: “Ho imparato da tempo a non fare la lotta con i maiali. Ci si sporca tutti, e per di più a loro piace” (I learned long ago never to wrestle with a pig. You get dirty, and besides, the pig likes it). 

Non intendo con questo dare del maiale a nessuno. Non è questo il punto. Si tratta piuttosto di una metafora ben adatta a illustrare un rischio che l’informazione corre quando si occupa di politica. Rende anche l’idea di quel che penso sia successo, giovedì scorso, a Servizio pubblico. Al contrario di Shaw, Santoro non ha avuto ritrosie, non ha preso le distanze. E con Berlusconi ha ingaggiato uno spettacolare match di mud wrestling: per ore hanno giocato a fare la lotta, rotolandosi a terra, ora tra qualche pacca e un po’ di spinte, ora in un crescendo di frizzi e lazzi. E sempre tra tanti schizzi, nel fango.

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Un commento su “Servizio pubblico e giochi di maiali

  1. Fab ha detto:

    Scusi ma da Santoro cosa si aspettava?? E’ il solito caciarone!!

    Travaglio quattro rasoiate le ha date comunque!!

    Meglio di niente!!

    Piuttosto mi ha fatto pena quel giornalista che cercava di fare le pulci al Buffone di Arcore sui suoi guadagni in borsa, di una timidezza e di una superficialità nel fare le domande e mostrare dati e fatti, veramente imbarazzanti!!!!

    Cordiali saluti.

    Fab

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