Legami per far crescere l’Italia

Da dove nasce l’inatteso successo delle manifestazioni per il 150° dell’Unità d’Italia? Ogni collettività umana – famiglia, associazione, popolo – ha bisogno di occasioni e riti per rinnovare e rinsaldare i propri vincoli costitutivi. Ma nel nostro paese, negli ultimi due decenni di confusa transizione dopo la fine della prima repubblica, è diventato sempre meno chiaro – tra un crescente disorientamento collettivo – quali siano questi vincoli, quale sia il nostro patto fondativo.

Nel vuoto di valori, si è rifatta avanti la Chiesa cattolica con l’ambizione dichiarata che sia la tradizione religiosa a “ri-legare” gli italiani in una prospettiva comune di appartenenza. Continua a leggere

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Disunità d’Italia

d'azeglioIl Consiglio dei ministri ha dunque deciso che il 17 marzo, 150° anniversario dell’Unità d’Italia, sarà festa nazionale. Ma si è spaccato a causa del voto contrario dei ministri della Lega – partito di governo ma anti-stato, per uno di quei paradossi in cui brilliamo nel nostro scombinato paese.

La motivazione ufficiale del rifiuto leghista l’ha data il dentista ideologo Roberto Calderoli, il quale ha censurato come “pura follia” la proclamazione di un giorno di festa “in un Paese che ha il primo debito pubblico europeo e il terzo a livello mondiale, e in più in un momento di crisi economica internazionale.” Continua a leggere