A Eraldo Isidori

eraldo_isidoriEraldo Isidori, per chi ancora non lo sapesse, è il deputato maceratese della Lega Nord che nei giorni scorsi, in un intervento di venti secondi alla Camera, ha formulato la risposta leghista al classico Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria. Come il saggio del Beccaria segnò, nel 1764, il punto più alto dell’illuminismo italiano, così il discorso di Isidori segna ora il punto più sublime del neo-oscurantismo che avanza. La questione era: carcere o sanzioni alternative per i giornalisti che commettono il delitto di diffamazione? Isidori non ha avuto esitazioni. Continua a leggere

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La borsa vuota del dottor Bossi

bossiPer un decennio fedele alleata di Berlusconi alla guida dell’Italia, la Lega Nord, a differenza del Pdl, non ha avuto il minimo tentennamento nel respingere l’appello del presidente Napolitano. Il suo sostegno al governo di salvezza nazionale, che Mario Monti si accinge a formare, non ci sarà. La Lega, sempre virile e celodurista, non parteciperà a degeneri “ammucchiate”.

Che farà, dunque? Si ritira nelle sue valli e nei suoi bar, incurante di tutto se non della propria pura alterità rispetto alla deboscia che invade la Capitale? Neanche per idea. La Lega non ci abbandona. Continua a leggere

Disunità d’Italia

d'azeglioIl Consiglio dei ministri ha dunque deciso che il 17 marzo, 150° anniversario dell’Unità d’Italia, sarà festa nazionale. Ma si è spaccato a causa del voto contrario dei ministri della Lega – partito di governo ma anti-stato, per uno di quei paradossi in cui brilliamo nel nostro scombinato paese.

La motivazione ufficiale del rifiuto leghista l’ha data il dentista ideologo Roberto Calderoli, il quale ha censurato come “pura follia” la proclamazione di un giorno di festa “in un Paese che ha il primo debito pubblico europeo e il terzo a livello mondiale, e in più in un momento di crisi economica internazionale.” Continua a leggere

Paternità reali e immaginarie

bossi_umberto_renzoLa Lega Nord celebra a Venezia la quindicesima “festa dei popoli padani”, aperta dal rito dell’ampolla d’acqua del Po, trasportata dal Monviso per tracciare sacralmente i confini di una nuova patria.

Anno dopo anno, si va chiarendo l’immane eredità storica che, quando il dio Po vorrà, ci sarà lasciata da Umberto Bossi, padre di un’immaginaria nazione padana – e di Renzo, detto “il Trota”.