Cipro sfida un’arrogante Europa

angela_merkelTerra nativa di Afrodite, dea dell’amore lussurioso e dell’irrefrenabile passione che può trasformare, così come a Troia, l’amore in guerra, Cipro si è trovata al centro, nell’ultima settimana, di un’ondata di irrazionale distruttività che rischia di travolgere l’Europa. La vicenda ha dell’incredibile. Purtroppo, lascia in bocca un rancido sapore di marciume, l’impressione di un continente – l’Europa – alla deriva per una combinazione di fatali carenze: assenza di principi, vaghezza di idee, tracotanza, incompetenza. Continua a leggere

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Disoccupazione, dove sei?

monti-draghiMolti si chiedono: Quando finirà la crisi? E i più riflessivi aggiungono: “Quali ne sono le cause?” Capirlo ci consentirebbe di trovare assieme una via d’uscita.

Io penso che la crisi dipende dalle nostre idee sbagliate, e che queste idee sbagliate restano oggi dominanti. Dunque, non siamo vicini all’uscita, per lo meno in senso “spaziale”. In senso “temporale”, è più difficile dire: le crisi – quando sono gravi come l’attuale – hanno la caratteristica di alternare lunghi tratti in cui sono “striscianti” ad altri in cui procedono a sobbalzi, in un diffuso crescente sconforto. Continua a leggere

Le vere previsioni del presidente Draghi, uomo dell’anno anzi del millennio

mario-draghiMotivi di forza maggiore – non una bensì due partite di basket dei figli – hanno ieri impedito a Sir Popper di presenziare alla conferenza stampa del presidente Draghi a Francoforte. Il Presidente della Bce, tuttavia, è stato così gentile da accettare prontamente la nostra richiesta di un’intervista esclusiva. Quella che segue è la trascrizione integrale di quanto ci ha detto, con una schiettezza di cui gli siamo grati, durante il nostro incontro avvenuto negli spogliatoi dell’Aspetta e Spera Milano Basket nella tarda serata di ieri. Continua a leggere

L’euro e le sue conseguenze non volute

draghi1Ad appena dieci anni dalla sua entrata in circolazione, è diventato difficile parlare dell’euro. In questi tempi di crisi sarà un’ancora di salvezza o piuttosto una pietra al collo? Ci si dibatte nell’ambiguità.

Quanto sia acuto il disorientamento degli italiani emerge ad esempio dall’ultimo sondaggio della Demos di Ilvo Diamanti, secondo cui un 47% di noi considera la moneta unica una fonte di “complicazioni necessarie” per la costruzione europea, e un altro 39% la ritiene una “complicazione e basta”. L’ingenuo ottimismo di chi vede solo vantaggi si è dimezzato rispetto a un decennio fa ed è condiviso da neppure un italiano su otto. Continua a leggere