Esiliato al Cnr in attesa di catastrofe

dematteiIl terremoto in Giappone, alla pari del Diluvio universale e della pioggia di fuoco che distrusse Sodoma e Gomorra, sarebbe dunque un “giusto castigo” di Dio e al tempo stesso una “manifestazione della sua misericordia”. Questo ha spiegato a Radio Maria, un po’ di giorni fa, il prof. Roberto de Mattei.

Dio, infatti, così come “premia e castiga le nazioni sulla Terra”, con una “morte prematura” risparmia all’innocente “un triste avvenire”, mentre “nella tribolazione rimette più facilmente i peccati e versa più abbondantemente i suoi doni”.

A beneficio dei pochi non ancora illuminati dalla sua chiara fama, va detto che il prof. de Mattei non è né un sismologo né un teologo. E neppure, pare, un menagramo. Continua a leggere

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Maglie e magliari (2)

Vorrei riprendere l’”esegesi” che, nella prima parte di Maglie e magliari, avevo cominciato a svolgere delle due puntate di Qui Radio Londra della scorsa settimana, in cui Giuliano Ferrara ci ha proposto le sue “verità” sul caso Ruby.

Dopo aver presentato, martedì,  Ruby ‘Rubacuori’ come l’adultera del vangelo sottoposta al “linciaggio morale” degli scribi e farisei di Maglie, e aver congedato il suo pubblico invitandolo a far proprie le parole di Gesù: “Va’ e non peccare più”, Ferrara, mercoledì, è passato disinvoltamente dalla “imitatio Christi” alla “imitatio Silvii”. Continua a leggere

Legami per far crescere l’Italia

Da dove nasce l’inatteso successo delle manifestazioni per il 150° dell’Unità d’Italia? Ogni collettività umana – famiglia, associazione, popolo – ha bisogno di occasioni e riti per rinnovare e rinsaldare i propri vincoli costitutivi. Ma nel nostro paese, negli ultimi due decenni di confusa transizione dopo la fine della prima repubblica, è diventato sempre meno chiaro – tra un crescente disorientamento collettivo – quali siano questi vincoli, quale sia il nostro patto fondativo.

Nel vuoto di valori, si è rifatta avanti la Chiesa cattolica con l’ambizione dichiarata che sia la tradizione religiosa a “ri-legare” gli italiani in una prospettiva comune di appartenenza. Continua a leggere

Maglie e magliari (1)

Erede dello spazio televisivo che fu del Fatto di Enzo Biagi, Giuliano Ferrara – tra martedì e mercoledì – ha messo in chiaro qual è la missione “giornalistica” del suo Qui Radio Londra: abolire i fatti, esaltare le passioni. Una su tutte: l’amore misericordioso per Berlusconi e le sue “trentatré ragazze”.

Nei dieci minuti delle due teleprediche, Giuliano “il Fedele” (in Rai non è tempo di “Apostati”) ne ha raccontate talmente tante che riportare alla realtà il suo librarsene lontano richiede un po’ di pazienza. Continua a leggere

No, non è la Bbc

Lunedì sera Giuliano Ferrara esordisce, subito dopo il Tg1, col suo nuovo programma Qui Radio Londra, che andrà a occupare nel palinsesto di Rai Uno il posto nobilitato, dal 1995 al 2002,  da Il Fatto di Enzo Biagi.

Già la scelta del titolo, le brevi dichiarazioni d’intenti rese da Ferrara in questi giorni, e il suo curriculum, bastano per dire che non vediamo l’ora di non vedere una trasmissione del servizio pubblico, la quale si annuncia, sotto diversi punti di vista, come una presa in giro.

Intanto, perché Qui Radio Londra? Il Fatto di Biagi si chiamava così perché in brevi e penetranti istantanee sviscerava la notizia del giorno. Qui Radio Londra, per converso, richiama alla mente l’arguto motto di Voltaire, Continua a leggere

A difesa della Costituzione

difesa_costituzioneLa Costituzione ci unisce ma Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, da quasi un ventennio, governano per dividerci. Gli italiani, per loro, non esistono. Esistono forzaitalioti o comunisti, padani o romani, furbi o fessi.

Il metodo sotteso al loro modo di operare è quello di ogni regime antidemocratico: divide et impera.

A forza di lacerazioni, è ora minacciato di rottura anche il nocciolo duro dell’articolo 1 della Costituzione, che al secondo comma afferma: La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Berlusconi e Bossi disprezzano le forme e sono insofferenti dei limiti. La sovranità che intendono esercitare, in rappresentanza di un popolo ridotto a una massa in stato di minorità, è assoluta. Continua a leggere

Farsa Italia

Per una delle tante ironie di cui sono intrise le vicende umane, è proprio Berlusconi che si sta adoperando per dare nuove conferme a una famosa intuizione di Karl Marx, il quale osservò come “i grandi fatti e i grandi personaggi della storia universale si presentano, per così dire, due volte […]. La prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa.”

Marx, nel 1852, aveva sotto agli occhi il colpo di stato di Luigi Bonaparte, che mettendo fine in Francia alla seconda repubblica aveva dato avvio al secondo impero. Dopo il primo impero, quello di Napoleone Bonaparte, i francesi – ironizzava Marx – avevano “di nuovo Napoleone in persona, in fattezze caricaturali.”

A un secolo e mezzo di distanza, un esempio ben più eclatante di grottesca scimmiottatura ci si para di fronte in patria. Continua a leggere