Extra Monti nulla salus

monti_salvatoreIn tempi di crisi, quando le sfide si fanno più pressanti, la tendenza di molti è a far tacere la ragione e ad affidarsi a qualche fede. Per i venditori di fedi, è una manna dal cielo, come testimonia l’abbondanza di offerte oggi sul mercato: un vasto assortimento che va dalla fede nichilistica nella fine del mondo a quella tecnocratica nell’infinita perizia di un qualche “esperto”, contemporanea incarnazione dello sciamano.

Di quest’ultima fede si è fatto ardente apostolo l’ingegnere Sergio Marchionne Continua a leggere

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Marchionne, il postdemocratico incompreso

marchionne_postdemocraticoNessuno, di sicuro, attribuirà mai il soprannome di “le Florentin” a Sergio Marchionne. La machiavellica astuzia nell’arte della politica – che valse il nomignolo a François Mitterrand – non fa proprio per lui.

Eppure, nelle piccate, troppo esplicite e poco accorte insolenze rivolte a Matteo Renzi e alla città di Firenze, ci sono – mi pare – delle sottigliezze e una duplicità, per quanto involontarie, che rischiano di fare di Marchionne comunque un incompreso. Dobbiamo allora sforzarci di capirlo. Continua a leggere

Marchionne non c’è e Fornero non esiste

fiat-forneroNon si dica – come peraltro ha fatto il sociologo Luciano Gallino – che Elsa Fornero è un “ministro inesistente”. Fornero, in risposta alla decisione della Fiat di cancellare “Fabbrica Italia” – il megapiano di investimenti in Italia per 20 miliardi di euro – sostiene infatti di essersi mossa con tempestività, facendo chiaramente intendere – aggiungo io – chi è che comanda.

Ha preso il telefono e ha chiamato Sergio Marchionne. Come ha dichiarato ieri in un’intervista a Repubblica, al capo della Fiat voleva chiedere spiegazioni e fargli capire che, “sul caso Fiat il governo ha le idee molto chiare, e si sta impegnando in modo unitario e molto deciso”. Continua a leggere