Le irragionevoli regioni che ci meritiamo

er-batman-fioritoTrascuriamo, per un attimo, le ruberie. Franco Fiorito detto “Er Batman”, l’ex-capogruppo Pdl alla regione Lazio, guadagnava – secondo quanto da lui dichiarato ai magistrati – oltre 31 mila euro netti al mese: 8.100 euro di stipendio base, 4.190 di diaria, 3 mila per le spese del personale, 8 mila per la presidenza del gruppo regionale, 8 mila per la presidenza della commissione bilancio. Tutto questo nel rispetto della legge.

Fiorito non era certo il solo. Una recente inchiesta del Sole 24 Ore documenta come il costo medio, per il bilancio pubblico, dei 1.111 consiglieri regionali sia di 743 mila euro l’anno a testa – escludendo i costi del personale amministrativo di supporto. Cifre da capogiro, corrisposte per un impegno politico spesso scadente, a volte offensivo, come nel caso di una Nicole Minetti, ora presa dalle sfilate in costume da bagno (pur sempre, certo, un passo avanti).

Stipendi base già esorbitanti vengono gonfiati attraverso la moltiplicazione degli incarichi. Tra presidenti e vicepresidenti di commissione, capigruppo, segretari, questori e consiglieri-assessori, le cariche che danno diritto a indennità aggiuntive – riferisce sempre il Sole 24 Ore – sono 862. Come a dire che l’opportunità di arrotondare non viene negata quasi a nessuno.

Parlare di medie, però, finisce per occultare il fatto che, agli eccessi, si unisce la caotica irrazionalità del sistema. La selva dei posti cui sono associate prebende, per esempio, è fittissima in Lazio (110 posti per 71 consiglieri) e in Abruzzo (65 posti per 45 consiglieri), ma molto meno in Trentino-Alto Adige, Sardegna e Umbria. Il costo totale degli “organi istituzionali”, scorporato regione per regione, è poi ancor più privo di senso: in relazione agli abitanti, la regione Sicilia costa tre volte il Lazio e la Campania, che a loro volta costano il doppio della Toscana e il triplo della Puglia. Tra Sicilia e Puglia – due regioni comparabili per popolazione, estensione e tenore di vita – il rapporto è di nove a uno!

L’impressione complessiva, per chi dà uno sguardo ai numeri, è quella di un sistema istituzionale abbandonato a sé stesso, dove – per ben che vada – regna l’incuria. E nell’incuria, non ci si può stupire se prosperano gli abusi.

Il punto, allora, è questo: gli italiani dovrebbero capire che la qualità delle istituzioni è vitale per la prosperità di un paese; e che istituzioni migliori, più rispettose dei cittadini e più razionali, non piovono dal cielo ma bisogna volerle e coltivarle, collettivamente, con cura. Abbandonata a sé stessa, in un mondo di dorata separatezza e di ingannevoli apparenze, la politica non potrà che portare altri “Batman” e altre Minetti ai disonori delle cronache, facendo montare – in un circolo vizioso sempre più difficile da spezzare – il disincanto cinico, seguito dalla populistica rivolta e da un crescendo di appelli perentori per una soluzione qualsiasi, purché “finale”. Con la politica verrà allora decapitata la nostra libertà.

La lezione amara ma, forse, utile delle scandalose ruberie venute a galla alla regione Lazio nelle scorse settimane non è, dunque, che questa politica “fa schifo” – com’è sin troppo evidente. Ma è che i “Batman” li abbiamo scelti noi. Che ora ci facciano schifo può essere salutare, se riconosciamo – in un sussulto di autocoscienza – la verità del famoso detto di George Bernard Shaw, secondo cui “la democrazia è quel sistema che ci garantisce che non siamo governati meglio di quanto ci meritiamo.”

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Un commento su “Le irragionevoli regioni che ci meritiamo

  1. Fab ha detto:

    Bell’articolo!! Non lo avevo letto!!

    Comunque sul finale c’è da dire che in UK esiste anche nell’ambito della pubblica amministrazione la cosiddetta: Accountability!!

    In Italia invece ancora regna sovrano il detto:

    “Non è importante ciò che il prete fa, ma quello che dice”

    Cioè la doppia morale che poi si traduce nella realtà quotidiana con episodi grotteschi tipo il padre che impreca contro i politici in privato e poi per sistemare la figlia va a fare il lacchè al politico potente di turno!!

    E poi la mancanza del concetto di accountability si traduce nella realtà con l’atteggiamento da tifoso ultras quando si va a votare!!

    In pratica ancora la storia dei guelfi e dei ghibellini!!

    E tutto questo anche perchè:

    “Pur troppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno gl’Italiani”

    http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_d%27Azeglio

    Cordiali saluti.

    Fab

    PS doppia morale secondo la tradizione peggiore della cultura cattolica + basi storiche fragili = mix non virtuoso

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