Il giustiziere

alfanoSecondo i sondaggi, Angelino Alfano è tra i ministri più popolari del governo.

In un paese in cui l’amministrazione della giustizia è sull’orlo della bancarotta, il successo di Alfano risulta paradossale. Piace, evidentemente,  la ghigna con cui sta lottando contro i giudici – rappresentati come l’ultimo ostacolo da rimuovere per venire a capo dei problemi.

Tra le montanti frustrazioni della gente e le soluzioni finali perseguite da un onnivoro potere politico, insofferente di ogni limite,  il cerchio si chiude in un desolante consenso teso a sfasciare quel poco che c’è.


Paternità reali e immaginarie

bossi_umberto_renzoLa Lega Nord celebra a Venezia la quindicesima “festa dei popoli padani”, aperta dal rito dell’ampolla d’acqua del Po, trasportata dal Monviso per tracciare sacralmente i confini di una nuova patria.

Anno dopo anno, si va chiarendo l’immane eredità storica che, quando il dio Po vorrà, ci sarà lasciata da Umberto Bossi, padre di un’immaginaria nazione padana – e di Renzo, detto “il Trota”.

Turismo a Montecarlo

fini_tullianiSu questa vicenda del fratello della compagna di Fini che avrebbe occupato in modo sospetto un appartamento a Montecarlo, un tempo appartenuto ad An, tg e giornali berlusconiani non mollano la presa.

E fanno bene, è un vero scandalo!

Fini frequenta Berlusconi da due decenni, ma dà l’impressione di non avere ancora capito qual è l’uso che va fatto di parenti, portaborse, amanti, segretarie, lacchè e tirapiedi vari.

Un vero uomo di potere, che abbia la fortuna di vivere in Italia, coltiva una sua corte e con i sottopancia occupa i vertici dello Stato e dell’economia. Mica lascia che vadano a sprecare il loro tempo a Montecarlo, come dei turisti qualsiasi!


Deriva dei poli

Finiani, rutelliani, casiniani e autonomisti siciliani si sono accordati per astenersi sulla sfiducia al sottosegretario Giacomo Caliendo. La chiamano, con un giro di parole, “area di responsabilità istituzionale”, ma l’impressione è che sia l’inizio di una traslazione verso il costituirsi di un nuovo, terzo polo.

I perplessi si rassicurino. Siamo sempre e comunque alla deriva.

Il virus del dissenso

gianfranco_finiGianfranco Fini denuncia “l’illiberalità” del suo ormai ex-partito. Ma il Pdl risponde di averlo cacciato perché è un “virus”: piccolo, e dunque meschino; patogeno e parassitario; e, quel che è peggio, causa di contagio.

Per gli italiani sembra inevitabile, a questo punto, la convocazione di fronte agli schermi tv per una nuova, più vigorosa campagna di vaccinazioni di massa.


Divorzio dalla realtà

berlusconi_finiE così Berlusconi ha consumato un altro divorzio.

Dopo quelli con due mogli, dopo quello con Casini, ora ha rotto anche con Fini. Gli resta a fianco, per il momento, solo quell’imprevedibile mattoide di Bossi, che nel 1994 fu il primo a lasciarlo dandogli per anni del mafioso, e la cui massima ambizione è comunque di piantare in asso l’Italia per consacrarsi al dio Po.

Nella vicenda di B. si stanno dispiegando gli effetti di quel complesso di superiorità che, per sua stessa ammissione, lo affligge e che prima o poi lo spingerà anche all’estremo divorzio, quello dalla realtà.


Ritorno allo stato di natura

I politici, si dice, sono tutti uguali.

Lasciamo così che si sbranino (o si accordino) prima tra loro, per assumere poi su di noi l’unico onere di accodarci scodinzolanti dietro al più feroce.

Appartenevamo a un’antica civiltà che, a suon di prediche sulle leggi di natura, sta regredendo allo stadio di primitiva.