Après moi le déluge

berlusconi_tg1Ogni volta che l’ascolto non riesco a non pensare – con sgomento – che c’è qualcosa di alieno e quasi di disumano in Silvio Berlusconi. Non mi riferisco alla sua forza, alla sua perseveranza, alla sua determinazione a non darsi mai per vinto. Se così fosse, si tratterebbe di qualità umane che sarei pronto ad ammirare, in lui come in chiunque altro.

No, quello che mi raggela, di Berlusconi, è la sua sistematica negazione della realtà, la sua totale incapacità di autocritica. Non la forza, dunque, ma la capricciosa ostinazione di un bambino piccolo e viziato, potenziata dalla resistenza nervosa di un adulto rotto a tutto.

Prendiamo la sua telefonata al Tg1 di ieri sera. Faceva seguito a un voto parlamentare che l’ha di fatto sfiduciato e a un colloquio col capo dello Stato in cui si è impegnato a dimettersi, ponendo fine a un decennio quasi ininterrotto in cui ha governato il Paese dall’alto di una leadership indiscussa, di maggioranze parlamentari ampie, e del consenso di una vasta platea di elettori.

Perché si sia arrivati a questo punto dovrebbe essere chiaro. Nell’ultimo anno la sua popolarità si è sbriciolata, corrosa da una crisi economica e finanziaria entrata nella fase parossistica, eppure rimasta senza risposte, e da condotte personali che di Berlusconi hanno enfatizzato la pericolosa inaffidabilità – come uomo prima ancora che come politico.

Una persona dotata di normale forza di carattere e di comune senso della realtà avrebbe riconosciuto il suo fallimento. D’altra parte, come si fa a non vederlo? A forza di negare la crisi economica e finanziaria, l’Italia ha finito per essere risucchiata dalla periferia al centro del devastante ciclone alimentato dallo scoppio della bolla creditizia nel 2008.

Un decennio di mancate riforme, di pasticci vergognosi e di vuota propaganda ha relegato il Paese agli ultimi posti in Europa, come documenta ad esempio l’ultimo Regional Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale, pubblicato il mese scorso.

Crescita della produttività nell’ultimo decennio? Siamo ultimi. Crescita del Pil pro capite? Siamo penultimi, appena sopra il Portogallo. Tasso di occupazione? Siamo ultimi. Neo-laureati in rapporto alla popolazione? Siamo ultimi. E i laureati sono il 14% della forza lavoro, appena la metà della media dei paesi Ocse. Efficienza nei mercati dei prodotti? Siamo penultimi, solo il Portogallo fa peggio di noi. Qualità delle istituzioni? Siamo ultimi. Qualità della struttura legale e protezione dei diritti di proprietà? Siamo ultimi. Capacità di innovazione? Siamo penultimi davanti solo alla Grecia. Sviluppo o adozione di nuove tecnologie? Di nuovo penultimi davanti alla Grecia.

Ci si può stupire se nei mercati finanziari si fatica ormai a trovare chi sia disposto a finanziare il nostro enorme debito pubblico?  L’Italia è una nave alla deriva, gravata da un enorme carico nelle stive, in un mare in tempesta. Gli investitori la stanno abbandonando prima che faccia naufragio.

Di fronte, dunque, a uno sfascio del genere, cosa ha detto Berlusconi al Tg Uno? Si è dichiarato “preoccupato” per la difficoltà a far passare le sue “riforme liberali” in un parlamento in cui è arduo operare “a causa delle defezioni”,  ha aggiunto che bisognerà “tornare dai cittadini” così come si fa in democrazia. Non ci saranno altri governi senza elezioni, presumibilmente non prima di febbraio 2012.

Un mesto Francesco Giorgino, il conduttore del Tg Uno, a capo chino gli ha chiesto “cosa ha provato” quando alcuni deputati del Pdl gli hanno votato contro. E Berlusconi: “Tristezza, dolore…” Si tratta di persone con cui non c’era solo un legame politico di lungo corso, ma “un rapporto umano di amicizia, di forte amicizia”.

Nessuna autocritica, dunque, ma il vittimismo di un cavaliere senza macchia, per l’ennesima volta tradito dagli amici e da un parlamento di disertori, ostili alle riforme che lui vuole – oh, come le vuole! – e che tanto sarebbero necessarie all’Italia.

C’è, in questo atteggiamento, il calcolo unito alla follia. Una logica che lucidamente si dipana a partire da un totale sovvertimento della realtà, un esempio da manuale di quella “follia raziocinante” che gli psichiatri chiamano paranoia.

Come scrive Luigi Zoja in un bellissimo libro – “Paranoia, la follia che fa la storia” – da poco pubblicato dall’editore Bollati Boringhieri, la paranoia “è il più antipsicologico dei disturbi mentali perché è l’unica forma di pensiero funzionante che elimini davvero l’autocritica. Il pensiero paranoico è, insieme, logico e impossibile, coerente e contraddittorio, umano e disumano. E’ una maschera tragica, che però non copre il volto di un eroe, ma quello di un essere umano radicalmente insicuro, che inganna anche se stesso.”

Della paranoia sono caratteristici l’aspetto logico e “integrato” a partire però da un nucleo delirante, l’inversione delle cause, la proiezione persecutoria: la distruttività che il paranoico porta dentro di sé è continuamente attribuita agli altri. Il mondo, là fuori, si popola di nemici e di complotti. Nel caso di Berlusconi, come sappiamo, preferibilmente di “comunisti”.

Purtroppo, tra tutte le psicopatie, la paranoia è quella che più facilmente può essere causa di contagio sociale. E lo si è ben visto nell’ultimo decennio, in cui non solo Berlusconi ma tutta la destra al governo e il suo elettorato – accuratamente manipolato – hanno continuamente giustificato la catastrofica mancanza di risultati alzando un barrage di accuse contro i bersagli più svariati: la sinistra, l’euro, i poteri forti, la finanza internazionale, Draghi, le banche centrali, Fini, Casini e “traditori” assortiti, e via di questo passo.

Anche in questi giorni, con l’Italia ormai in balia della furia dei mercati, la caccia ai colpevoli resta aperta, indirizzandosi ora contro il disfattismo delle opposizioni o i voltafaccia di Tremonti, ora contro i complotti di Draghi o i giochi sporchi di Francia e Germania. Mai un’assunzione di responsabilità, mai un’autocritica, mai un esame realistico dei dati di fatto.

Il risultato, in queste ore, è che il sistema politico, nel suo complesso, fatica ad afferrare la gravità della situazione. L’idea che Berlusconi possa presiedere, nelle prossime settimane, alla frettolosa approvazione delle misure concordate in modo sommario in sede europea – e non discusse né condivise in patria – prima di passare la mano a un traghettatore amico, che a febbraio porti l’Italia alle elezioni, è una scemenza.

I mercati finanziari, che sono ormai nel panico per l’avvitarsi della crisi italiana, esigono rassicurazioni subito: sotto forma di decisioni chiare e immediate e di concrete e puntuali realizzazioni nelle settimane e nei mesi a venire. E non le accettano più, con ogni evidenza, da Berlusconi, la cui reputazione internazionale è ormai da tempo quella del buffone lascivo: ideale come soggetto di vignette satiriche, ma non per risolvere il problema del terzo debito sovrano al mondo in un’economia tra le più sclerotiche e peggio governate dell’Occidente.

Il diluvio, insomma, è già su di noi. Berlusconi può solo andarsene, e basta. Come lo esortava il grande psicanalista Mauro Mancia sin dal 2002, “si faccia curare.”

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7 commenti su “Après moi le déluge

  1. Fab ha detto:

    Buongiorno Dott. Bertoncello,

    stavolta l’articolo non mi è piaciuto perchè il Buffone di Arcore non ha fatto altro che fare sempre ( da quando è entrato in politica e in occasione della legge Mammì addirittura arrivò a baciargli la mano e a piangere di fronte a Mammì per farsi fare la legge per le sue tv!!) del “Chiagni e Fotti” la sua regola di vita!!!

    E guarda un pò è un vizio italico in svariate categorie professionali!!

    Di seguito interessante link:

    http://www.ereticoideeartepensiero.com/index.php?option=com_content&view=article&id=282:litaliano-chiagne-e-fotte&catid=34:articoli-delleretico&Itemid=69

    Alla fine dei conti quello che gli interessa sono le sue tv come è stato sempre!!

    Di seguito interessante link:

    http://blog.imprenditore.me/2011/11/insostituibili.html

    Cordiali saluti.

    Fab

  2. Fab ha detto:

    Dimenticavo un’integrazione al suo post!

    Per quanto riguarda:

    “Un decennio di mancate riforme, di pasticci vergognosi e di vuota propaganda ha relegato il Paese agli ultimi posti in Europa, come documenta ad esempio l’ultimo Regional Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale, pubblicato il mese scorso.”

    Secondo me, un’ ottima analisi delle ragioni vere per le quali nell’ultimo decennio, l’economia italiana ha palesemente avuto risultati deludenti, sia rispetto agli altri paesi europei, sia rispetto agli anni Novanta, la si può ottenere leggendo quest’articolo:

    PERCHÉ L’ITALIA NON CRESCE
    di Daniel Gros 02.11.2011

    http://www.lavoce.info/articoli/-concorrenza_mercati/pagina1002632.html

    riportato anche da Businessinsider:

    http://www.businessinsider.com/heres-whats-really-behind-italys-lost-decade-2011-11

    A testimonianza del fatto che per i tre indicatori più importanti per l’economia ossia tasso di legalità, l’efficienza del governo e il controllo della corruzione, la performance dell’Italia si è drammaticamente deteriorata nell’ultimo decennio, di seguito alcuni fatti molto concreti:

    1) La criminalità organizzata in Italia è la prima azienda in termini di fatturato:

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2010/01/confesercenti-rapporto-criminalita-imprese-mafia.shtml?uuid=a5c992fa-0b53-11df-8e59-6b66dae07f89&DocRulesView=Libero

    2) La ndrangheta si sta cominciando a mangiare anche Milano:

    http://www.corriere.it/cultura/11_ottobre_01/milano-spire-piovra-usura-ndrangeta-stajano_aa8e24e0-ebfd-11e0-827e-79dc6d433e6d.shtml

    3) La soluzione per tirare su soldi in Italia per abbattere parte del debito pubblico, c’è ed è molto semplice ma ci vogliono un minimo di palle: fare pagare i criminali e i ladri, nessuna patrimoniale ma bastonare come si deve solo chi se lo merita davvero!!!

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/26/perche-non-mettono-le-mani-nelle-tasche-dei-ladri/160053/

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/06/01/videopoker-100-miliardi-non-riscossi.html

    Cento miliardi solo dalle macchinette mangiasoldi, figurarsi a scovare per bene !! Ma non lo si fà perchè l’establishment è corrotto, basta pensare che fino all’altro ieri reggevano il mocco al Buffone di Arcore e il popolo non si ribella per svariate ragioni storiche e non, che magari tratterò in un prossimo post su un argomento collegato!!

    E comunque alla fine dei conti: il pesce puzza sempre dalla testa!!!!

    Cordiali saluti.

    Fab

    PS ovviamente c’è anche un’Italia sana e che lavora seriamente e professionalmente ma per ora purtroppo ha prevalso la mala Italia!!

    Per quanto riguarda mala Italia vs buona Italia, segnalo un ottimo testo:

    http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/libro/4492_forza_italia_emmott.html

  3. Fab ha detto:

    In riferimento a un pezzo scritto nel mio primo post:

    “Alla fine dei conti quello che gli interessa sono le sue tv come è stato sempre!!”

    La recente conferma:

    a) “la telefonata allarmata di Ennio Doris: “Silvio le tue aziende stanno crollando in Borsa. Devi andare via e al tuo posto deve arrivare Monti”.

    http://www.redazioneitalia.it/politica/berlusconi/perche-berlusconi-ha-accettato-monti-ecco-la-verita.html

    b)” Fedele Confalonieri. Si presenta a via del Plebiscito e, perun`oraintera, apre gli occhi all`amico di una vita: «Mediaset sta crollando, perdiamoil12 per cento. Devi accettare il governo Monti, altrimenti ai tuoi figli non lascerai più nulla… «.

    Arriva la telefonata di Ennio Doris, amministratore di Mediolanum, l`allarme è lo stesso.”

    http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=71715254

    Cordiali saluti.

    Fab

  4. Fab ha detto:

    Aggiornamento in riferimento al punto 2 del mio secondo post:

    LA ‘NDRANGHETA AL NORD C’È
    di Michele Polo 22.11.2011

    http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002671.html

    Cordiali saluti.

    Fab

  5. Fab ha detto:

    Buongiorno Dott. Bertoncello,

    visto e considerato che il governo Monti sulla crescita ha fatto ben poco, alla luce delle considerazioni che ho segnalato nel secondo post:

    “PERCHÉ L’ITALIA NON CRESCE
    di Daniel Gros 02.11.2011…..”

    e visto che la Guardasigilli Paola Severino, annuncia a Repubblica addirittura una legge anticorruzione, staremo a vedere cosa farà il governo Monti a tale proposito!!

    Basterebbe rendere operativa “La proposta di legge sulla corruzione
    del Fatto quotidiano”:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/11/per-fermaretutti-questi-%E2%80%9Cfurbetti%E2%80%9D/59313/

    Non ci vuole molto a capire che la Mission è Impossible ed è solo propaganda per il semplice motivo che se l’establishment politico, sindacale e imprenditoriale italiano è sempre lo stesso, non è che all’improvviso diventano dei ferventi calvinisti!!!!

    In altre parole, andando alla radice di tutta la questione:

    « Purtroppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno gli italiani. »

    (Massimo d’Azeglio, I miei ricordi [1])

    http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_d%27Azeglio

    Cordiali saluti e Buon Natale!

    Fab

    • Fab,

      è un po’ presto per giudicare il governo Monti sulle politiche per la crescita. Anche quando saranno messe in opera, non ci sarà modo di valutarne davvero gli effetti prima di un decennio. Quel che ci attende da subito è invece una dose massiccia di austerità, che – temo – non potrà essere né equa né risolutiva.

      La ragione mi spinge al pessimismo. Eppure è doveroso sperare che soluzioni sensate, prima o poi, si facciano strada – anche col contributo di ciascuno di noi.

      E dunque, Buon Natale a lei!

      Giuseppe B.

  6. Fab ha detto:

    Buongiorno Dott. Bertoncello,

    sempre a proposito del delle considerazioni che ho segnalato nel secondo post:

    “PERCHÉ L’ITALIA NON CRESCE
    di Daniel Gros 02.11.2011…..”

    segnalo questo interessante articolo:

    Francesco Greco: “Evasione e corruzione
    sono la prima causa del declino italiano”

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/23/francesco-greco-lotta-allevasione-alla-corruzione-unemergenza-persi-miliardi-allanno/179604/

    Cordiali saluti e auguri di Buon Natale!

    Fab

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