Filosofia della massa

Berlusconi_follaLa democrazia si nutre di conflitti regolati. Ai molti vantaggi unisce dunque anche qualche scomodità, sia per la presenza di conflitti che per la necessità di regole, da condividere e rispettare.

All’italiano medio, però, conflitti e regole risultano, più che scomodi, visceralmente insopportabili. Come diceva Ennio Flaiano, agli italiani piace correre in soccorso del vincitore. E godere di quel conforto che procura, in chi sia stato diseducato alla stima di sé,  l’appartenenza alla massa.

Certo, c’è da sottomettersi a un capo. Ma se si tratta di un tipo Continua a leggere

Eterna reiterazione

coronaFabrizio Corona è stato beccato per l’ennesima volta a guidare la sua Bentley senza patente, a 250 all’ora.  Qualcuno, ingenuamente, si chiede come sia possibile e cosa aspettino i giudici per sbatterlo in galera.

In verità, che Corona si ripeta è non solo possibile, ma necessario. E’ il suo destino.

Che altro dovrebbe fare? La nostra, purtroppo, è la terra dove si è inverata l’inquietante ma profetica visione di un grande filosofo, acuto nella sua follia: il paese dell’eterna reiterazione del sempre uguale.


L’utopia di una società senza classi

vescoviI vescovi italiani, riuniti nella Cei lamentano in un documento l’assenza in Italia di una classe dirigente. L’osservazione, però, è superficiale.

Una classe dirigente in Italia c’è. Solo che si presenta, ermeticamente, come un’escrescenza, spesso mafiosa o paramafiosa, di quella “borghesia improvvisata e amorfa” di cui scriveva Leonardo Sciascia.

L’Italia di oggi, questo ammasso spappolato che pare ai vescovi senza un alto e senza un basso, di tale borghesia è l’espressione più congeniale. Va bene proprio perché è così, informe e malleabile. Continua a leggere

Ansie rivoluzionarie

Berlusconi denuncia il montare di un “clima giacobino” nel paese.  Dunque, ci risiamo. I grandi sovvertimenti sono nel Dna degli italiani, un popolo perennemente agitato da ansie rivoluzionarie. Tanto da trovarsi spesso nell’affannato bisogno di prendere la prima Bastiglia a portata di mano.

 

Remissività giustificata

Si temevano lanci di uova e ortaggi, come in analoghe occasioni del passato. Invece gli italiani hanno risposto con inconsueta remissività all’uscita della Nazionale dal mondiale di calcio. In molti si sono assiepati a guardarla in tv. Ma quando gli azzurri sono stati sbattuti fuori in malo modo, è parso che non gliene importasse niente a nessuno.

Peraltro, è la stessa impressione che gli italiani danno nel quotidiano impantanarsi in una palude di contrarietà. E cioè che hanno deciso di vivere in pace questo paio d’anni che gli resta prima della fine del mondo.


Riciclaggio

silvio-berlusconi-croceSempre più spesso, Berlusconi usa per i suoi scopi di potere simboli e linguaggio della tradizione cattolica.

Se lo può fare è perché quella cattolica è una visione del mondo che in molti italiani è andata in pezzi. Un materiale di scarto che si presta a essere riciclato.