Il sogno infranto di Prestigiacomo, damigella delusa

prestigiacomo-sogniLa vita nel Pdl, fa capire l’ex-ministro Stefania Prestigiacomo, è diventata un inferno. “Sono sconcertata da tutto”, ha confidato, secondo quanto riferisce oggi la Repubblica. “Del sogno berlusconiano in questo partito non c’è più traccia. Siamo circondati da piccoli gruppi di potere che passano le giornate a litigare”.

Lo sfogo, nel suo apparente candore, mi ha ricordato la fiaba di Barbablù – un signore molto ricco ma molto brutto, che aveva la tremenda fama di far sparire le mogli. Un’ingenua damigella, per inseguire i propri sogni, accettò di sposarlo, ritrovandosi intrappolata nel suo castello e minacciata di morte. Continua a leggere

L’operazione verità di Carlo De Romanis, l’Ulisse del Pdl

deromanisMentre il mondo attende con trepidazione che Silvio Berlusconi “sciolga la riserva” sulla sua ennesima, preannunciata “discesa in campo” come candidato premier del Pdl, è toccato a un suo nipotino politico – un certo Carlo De Romanis – aprire un inatteso squarcio di verità sulla sostanza umana, ancor prima che politica, al cuore del berlusconismo.

Del berlusconismo si sapeva e si sa che ha segnato una rivoluzione nel linguaggio della politica italiana, transitata dai triti giri di parole alle immagini levigate e suggestive, dai sudati e fumosi vertici di partito alle incipriate performance dei leader, dalle piattaforme programmatiche infarcite di ideologia e mezze verità alle suadenti promesse televisive alleggerite di ogni pensiero ma grondanti menzogna allo stato puro. Continua a leggere

Il perdente a sonagli

serpente-sonagliIl nostro ex-premier, Silvio Berlusconi, ha il dente avvelenato. E lo si capisce bene dalle sibilanti e minacciose parole rivolte ai senatori del Pdl, secondo quanto riferisce la Repubblica (vedi qui). Il governo Monti? “Una sospensione negativa della democrazia”. Il presidente Napolitano? Uno sempre pronto a “correggere (il governo) con la matita rossa, come una maestra con i bambini delle elementari”. La decisione di non fare pressing per un immediato ricorso alle urne? Una scelta solo tattica, per niente legata all’urgenza di salvare l’Italia dal rischio default. “Affrontare ora una campagna elettorale, sotto la pressione negativa e l’assedio dei media, sarebbe stato un errore”.

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Il Presidente dei record

Berlusconi salutaCon le dimissioni, attese per il weekend, scende il sipario su Silvio Berlusconi, la cui uscita di scena ha tenuto in fibrillazione, nei giorni scorsi, il mondo intero.

L’idea che potesse restare anche soltanto qualche settimana in più, per poi instradare l’Italia verso una paralizzante campagna elettorale, ha fatto crollare i mercati azionari da Milano a Francoforte, da Londra a New York, da Singapore a Tokyo, mentre i rendimenti sul debito italiano schizzavano oltre il 7%, fuori controllo. Continua a leggere

Après moi le déluge

berlusconi_tg1Ogni volta che l’ascolto non riesco a non pensare – con sgomento – che c’è qualcosa di alieno e quasi di disumano in Silvio Berlusconi. Non mi riferisco alla sua forza, alla sua perseveranza, alla sua determinazione a non darsi mai per vinto. Se così fosse, si tratterebbe di qualità umane che sarei pronto ad ammirare, in lui come in chiunque altro.

No, quello che mi raggela, di Berlusconi, è la sua sistematica negazione della realtà, la sua totale incapacità di autocritica. Continua a leggere

Fine della recita

berlusconi_cannesDivisi su tutto, i leader del G20 si sono trovati d’accordo, a Cannes, solo su una cosa: l’Italia di Berlusconi è un pericolo che nessuno si può permettere. La sua politica economica e di bilancio “manca di credibilità” – come ha detto il capo del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde – e quindi va messa sotto sorveglianza. “Ogni tre mesi andremo in Italia. Controlleremo che le promesse fatte siano mantenute. E se non sono mantenute, lo dirò,” ha concluso Lagarde in un’intervista alla Bbc.

Il vertice del G20 ha sancito così, in scarne ma esplicite parole, la fine politica di Berlusconi, in una data – il 4 novembre – e un luogo – Cannes – carichi di involontarie ironie. Continua a leggere

Invito sconcio al bunga bunga

berlusconi_bungaHo una modesta proposta da fare ai miei concittadini. Quando Berlusconi ci invita al bunga bunga,  per favore smettiamola di ridere e applaudirlo. Invece, fischiamolo. Così forse ci ripensa e la pianta.

La verità è che non c’è niente da ridere. E più lui insiste con le sue sfacciate mistificazioni, più c’è invece da arrabbiarsi e reagire con decisione.

L’altro giorno, mentre a Palazzo Chigi premiava 22 studenti universitari selezionati da un’iniziativa del ministero della Gioventù in base al “merito prima di tutto”, congratulandosi con due studentesse ha detto loro: “Siete così brave che mi viene voglia di invitarvi al bunga bunga.” Continua a leggere